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Tiger e la Biomeccanica

C'è grande curiosità tra tutti i commentatori sportivi ed anche tanta impazienza di vedere all' opera il nuovo (?) swing di Tiger, dopo la sua scelta di servirsi di Chris Como come "swing consultant". Chris, il ragazzo trentottenne che si vede con lui nel video, è un professionista del Texas che ha conseguito un Master in Biomeccanica, ed ha lavorato ad un importante studio sulla planarità dello swing. Ecco le prime riprese sul campo.

Ancora Tiger

Questo interessante video ci mostra lo swing di Tiger Woods a partire dal 1990, identificando anche gli allenatori che ne hanno curato il percorso atletico. Stentiamo a riconoscere il Tiger dell' inizio, un ragazzino alto e quasi allampanato, ben diverso da quello che abbiamo imparato a vedere dal 2000 in poi. I pareri degli specialisti sono molto discordanti. C' è chi rimpiange lo stile fluido del primo Tiger, chi ritiene che il periodo di Butch Harmon abbia prodotto una involuzione, ma i risultati mostrano che la maggiore continuità di Tiger fu raggiunta con Hank Haney, quando vinse il 51% delle gare partecipate (19/37) nel triennio 2006-2008. Nel suo caso, tuttavia, è ancora presto per stilare statistiche definitive!

Il confronto offre la rara possibilità di studiare sullo stesso soggetto la trasformazione subita dal golf nel quarto di secolo scorso, anche se l' ultimo swing mostrato, essendo di due anni fa, non ha ancora assorbito completamente l' influenza del nuovo coach Sean Foley. Un doveroso tributo ad un atleta straordinario, decisivo per la vittoria del team USA sul resto del mondo nella Presidents Cup lo scorso week end.

L' "out-in" è ancora una patologia da curare?

L’ uso di strumenti che permettono di leggere tutte le caratteristiche dello swing impone una rivisitazione dei termini e dei concetti che vengono usati dai golfisti e da molti dei loro coach.

                Uno dei concetti che più comunemente crea confusione è quello che lega un percorso del bastone dall’ esterno verso l’ interno ( ovvero “out-in”) al momento dell’ impatto con uno swing molto verticale. La verità che ci insegna la fisica e ci dimostra uno strumento come Flightscope è che tutti (compresi i top player) fanno la stessa cosa!

Nella figura qui sopra vediamo la grafica di un colpo registrato da Flightscope. I dati in verde mostrano il piano dello swing, ossia quel piano virtuale sul quale si trova il percorso della testa del bastone tracciata in rosso, che ha una inclinazione di 56,2° rispetto al terreno e punta 2,6° a destra del target. La linea blu scuro che attraversa tutto lo schermo, dall’ angolo in alto a sinistra a quello in basso a destra, mostra proprio la direzione ideale del target. Se avessimo una telecamera dietro al giocatore esattamente puntata sul target, registreremmo quindi un percorso “in-out” dello swing. Peraltro un piano dello swing di 56,2° è perfettamente compatibile con il ferro 6 utilizzato in questo test.

                Il dato segnato in arancio ci dice però che il percorso della testa del bastone all’ impatto è orientato sempre a destra del target, ma di soli 0,8°. Tale è quindi la proiezione sul terreno del breve tratto in cui testa del bastone e palla restano in contatto. Ciò significa che questo tratto è più a sinistra del piano dello swing di 1,8°, quindi l’ attraversamento della palla avviene dall’ esterno verso l’ interno rispetto a tale piano.

                La spiegazione di tale apparente anomalia è in quest’ altra grafica dello stesso colpo, che fornisce il valore di un angolo di attacco positivo di 2,8°. L’ impatto è quindi avvenuto nella zona dello swing che risale dopo aver raggiunto il punto più basso: poiché il piano dello swing è inclinato, ogni impatto che avvenga dopo tale punto avrà un percorso out-in rispetto all’ orientamento del piano dello swing. Analogamente, se l’ impatto avviene prima del punto più basso, cioè con angolo di attacco negativo, il percorso sarà sempre “in-out”.

Queste osservazioni hanno un grande impatto sulla pratica e l’ insegnamento del golf, come ha spiegato molto puntualmente David Fulcher nel simposio organizzato dalla PGA Italiana due anni fa. Non c’è principiante, anche il peggior “zappatore”, che riesca a fare un “out-in” colpendo con attacco negativo, né top player che riesca a fare un “in-out” con un attacco positivo, naturalmente rispetto al suo piano dello swing. Altra cosa è l’ allineamento al target o address. Ma seppure il piano dello swing fosse perfettamente coincidente con l’ allineamento al target (cioè 0°), ed assumendo per ipotesi che la faccia del bastone all’ impatto fosse perfettamente square alla traiettoria del bastone e l’ impatto stesso avvenisse esattamente al centro della faccia, la palla volerebbe a destra della buca se colpita con angolo di attacco negativo (“in-out”), o a sinistra se con angolo positivo (“out-in”). Ne consegue che, fermo restando un determinato angolo di attacco, è l’ allineamento del giocatore che dovrà cambiare.

               

Un’ altra importante notazione è che il professionista deve avere a disposizione uno strumento di misura che gli fornisca non solo il valore del piano dello swing e del suo orientamento – come ad esempio una telecamera posta dietro al giocatore - ma anche quelli dell’ angolo di attacco e del percorso del bastone all’ impatto, senza parlare poi dell’ orientamento della faccia del bastone e del punto di contatto con la palla, senza i quali è impensabile interpretare correttamente le ragioni che determinano il volo della palla.

Il clubfitting, questo sconosciuto

Il nuovo Flightscope X2C, il radar doppler che permette la misura in 3D delle caratteristiche del volo di palla e del bastone che lo ha generato, rende possibile la tipizzazione della sacca del giocatore. Con una sola sessione si possono misurare in un' apposita schermata "consistenza" e "distanza" per ogni bastone, rendendosi conto di una realtà spesso soltanto immaginata.

Grazie alle moderne tecnologie si può oggi facilmente verificare in una singola sessione di addestramento la "consistenza" e la "copertura" delle distanze di lancio dei bastoni contenuti nella sacca di ogni giocatore.

Il Flightscope X2C, sistema tridimensionale radar doppler per la misura del volo di palla e del movimento del bastone, offre una comoda schermata riassuntiva dei colpi tirati con ciascun attrezzo, evidenziandone lo spread e la distanza.

 

Certo non potremo aspettarci che tutti siano in grado di mostrare la stessa precisione di questa schermata: si tratta infatti di Malcolm Mackenzie, giocatore Inglese del Tour Europeo che vinse l' Open di Francia nel 2002. Ma la stragrande maggioranza dei giocatori Italiani non ha mai fatto una sessione di clubfitting di questo genere, e continua a fidarsi di impressioni che molto spesso sono illusorie.

La tecnologia da spettacolo

La Phantom è una telecamera che consente riprese ad una velocità mai raggiunta, permettendo quindi lo studio di fenomeni che si svolgono in qualche frazione di secondo. Il volo della pallina da golf è uno di questi, e le aziende produttrici di strumenti di misura l' hanno immediatamente adottata per misurare l' accuratezza dei loro dati.

In questo video appena pubblicato vediamo la comparazione tra la Phantom ed il radar doppler Flightscope X2 nella misurazione dell' angolo di attacco. Un' attenta visione del filmato ci offre importanti conferme del fenomeno fisico che si svolge sotto i nostri occhi. Intanto possiamo notare che la compressione della palla all' impatto con la faccia del driver ritarda la partenza della palla stessa, caricandola quindi di energia cinetica. Palla e faccia del bastone restano in contatto e viaggiano insieme per circa un centimetro (stima rispetto alla circonferenza della palla), tratto troppo corto per un' accurata misura del segmento tracciato dal punto di repere indicato sulla testa del driver. La misura inizia quindi poco prima dell' impatto, e termina al momento che la palla ha riacquistato la sua forma originale e lascia l' oggetto che l' ha colpita.

Qual' è la velocità di rotazione del tuo bacino?

Con l' analisi cinematica di k-Vest siamo finalmente in grado di misurare con precisione la velocità di rotazione del bacino ed i suoi progressi. Attraverso questa analisi sappiamo che il primo e fondamentale passo per ottenere distanza è il potenziamento del muscolo addominale trasverso, con una serie di esercizi come quelli che mostra nel video Griffin, uno dei giovani che si sta preparando per il Michigan Amateur.

L' impiego costante dell' analisi cinematica è una delle acquisizioni recenti più importanti nel campo del coaching golfistico. E' paragonabile all' uso in medicina di indagini di laboratorio fondamentali, quali ad esempio glicemia, azotemia, etc., per individui di tutte le età.

La torsione dei polsi all' impatto

Richard Franklin è un giovane istruttore di origine Canadese che si è laureato all' Università dell' Arizona, e che ha creato una scuola di golf tecnico funzionale presso il Deerpath Golf Club di Lake Forrest, Illinois.

L' approccio di Richard è basato sullo studio neuro muscolare del giocatore di Golf, che studia servendosi della più recente tecnologia.

In questo video di poco più di un quarto d' ora, Richard scompone lo swing nelle sue tre fasi principali fino all' impatto servendosi di un modello d' eccezione, Charles Henry Beck, detto Chip, un giocatore del Tour ora quasi sessantenne che detiene ancora il record di 13 birdies realizzato nel 1991 in un giro di una gara ufficiale PGA.

Lo swing "over the top" e la posizione del bacino

Don Parsons, istruttore di golf e clubfitter partner di "The Studio at Twin Lakes" in California, ha recentemente pubblicato un video nel quale si occupa dello swing "over the top", un problema che affligge la maggior parte dei giocatori con handicap medio-alto.

Don osserva che spesso la cura del problema si concentra sull' effetto piuttosto che sulla causa, che è riconducibile ad un eccessivo piegamento del bacino. Utilizzando l' analisi cinematica con k-Vest, Don spiega la dinamica del problema e gli esercizi da praticare, sempre con l' aiuto del biofeedback in tempo reale reso possibile dal programma k-Trainer.

Per seguire meglio il video, va ricordato che la fascia lombare utilizzata nella misura della sequenza cinematica permette la registrazione della rotazione e degli angoli frontale e laterale del bacino durante lo swing. Il grafico qui sopra mostra un esempio di movimento corretto. Sull' asse verticale sono riportati i gradi di inclinazione del bacino rispetto all' orizzonte: circa 25° all' address, 20° al top del backswing, e 7° all' impatto.

Creare il massimo X-factor nel backswing?

Un video interessante di Mark Crossfield, istruttore presso Clifton Hill Golf Range, Exeter, sull' ottimizzazione dell' efficienza nello swing. Servendosi di k-Vest, il sistema 3D TPI, Mark mostra come si possa creare una migliore sequenza ed un maggior trasferimento alla palla dell' energia sviluppata dal giocatore, effettuando una rotazione delle spalle nel backswing meno accentuata. Ciò permette al bacino di avere ancora una riserva di stretch per anticipare la rotazione del bacino rispetto alle spalle nel backswing.

Il Piano D spiegato da un professionista

E' già un po' che questo video è stato pubblicato, e probabilmente alcuni lo avranno già visto. Ma è forse quello che spiega più chiaramente e con una grafica accurata cos' è il Piano D e quanto importante sia conoscerlo per non fare errori di valutazione. Purtroppo è in Inglese, ma la sua grafica è così ben fatta che risulta comprensibile anche a chi non è propriamente fluente in questa lingua.

AoA: Angolo di Attacco o Angolo di Approccio?

L' Angolo di attacco è una nozione che molti danno per scontata, ma che in realtà crea grande confusione, in quanto la sua definizione è cambiata dopo l' avvento dei moderni sistemi di misura chiamati Launch Monitor ( Flightscope, TrackMan, Foresightsports). Prima di allora AoA era un' immagine "qualitativa" più che una misura ben definita, usata per descrivere il percorso del bastone verso la palla. Un approccio più verticale era sinonimo di una angolo di attacco negativo o ancora più negativo, che magari i Maestri più "tecnologici" tracciavano indicativamente sull' immagine della video analisi seguendo il percorso della testa del bastone prima dell' impatto con la palla.

L' introduzione del D-Plane da parte del fisico Theo Jorgensen nel 1994 (The physics of Golf, New York:American Institute of Phisics) ha introdotto una completa ridefinizione nell' interpretazione del volo di palla, poi riconfermata dai Launch Monitors, ma utilizzando la stessa terminologia per definirne i parametri. Ecco quindi che termini come club path, dynamic loft ed angle of attack rischiano di introdurre confusione e malintesi se non opportunamente ridefiniti.

Come si può vedere in questa ripresa con una camera ad alta velocità Phantom, il percorso della testa del ferro durante l' ultimo centimetro prima del contatto con la palla è praticamente parallelo al terreno. A causa anche di un impatto con la testa appena un po' più alta di circa 4-5 mm. (!) si vede chiaramente una deloftizzazione del ferro, ed un percorso che cambia fino a sfiorare il terreno. E' evidente che il volo della palla dipenderà quindi da ciò che è successo all' impatto, non da quello che è avvenuto prima.

Ciò vale anche per i colpi perfettamente centrati, anche se la differenza è molto ridotta, come mostrano le immagini e le "scìe luminose" in quest' altro bel video di Paul Hurrion

Se non ci sono più dubbi sul fatto che angolo di attacco, loft dinamico, percorso del bastone e angolo della faccia debbano essere misurati durante l' impatto, c'è grande discussione tra tecnici e scienziati sul punto esatto: alla massima compressione della palla? al momento che la palla lascia la faccia del bastone? in tutto il percorso in cui faccia e palla viaggiano insieme? Gli studi sono appena iniziati, e per il momento le differenze che si notano tra dati visivi e calcolati sono talvolta notevoli, come si può vedere da quelli riportati in basso in quest' ultimo video.

Commenti

Discussione chiusa
  • daniele (giovedì, 07. febbraio 2013 21:20)

    Domanda: si conosce l'angolo d'attacco del primo video? se si, è negativo o positivo?

Risposta a Daniele.

Grazie per il commento. No, l' autore del video non ha compiuto misurazioni. Ma, come dicevo nel post, AoA può essere misurato usando differenti punti di riferimento, ed ognuno genera numeri diversi, specie nel caso che il colpo non sia perfetto, come quello mostrato. Non va dimenticato, inoltre, che una sola telecamera fornisce una misurazione in 2D, ed il suo allineamento con il punto d' impatto è critico, specie a questi livelli così sofisticati.

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